Il progetto ReASSET è un prodotto-servizio innovativo, con la finalità di soddisfare l’esigenza (sempre più critica in Italia nell’ambito dei servizi di Global Service di Manutenzione) di rendere qualitativamente ed economicamente più sostenibili i servizi di manutenzione del patrimonio immobiliare e impiantistico.

Il prodotto-servizio di manutenzione MaaS proposto nel progetto ReASSET, è finalizzato al superamento di una serie di inefficienze e di “modus operandi” tipiche dell’attuale realtà operativa di manutenzione, come ad es. il mancato continuo aggiornamento dell’anagrafica tecnica e dell’identità aleatoria degli “oggetti di manutenzione”, l’organizzazione del servizio incentrato quasi esclusivamente sull’emergenza, il disallineamento temporale tra la necessità di ricambi e l’approvvigionamento degli stessi, ecc., tutti che generano una serie di costi improduttivi e sprechi di tempo e di materiali/risorse, che non sono più accettabili.

A partire dalla identificazione univoca degli asset e della rispettiva proprietà, dalla loro precisa geolocalizzazione e configurazione tecnica, detta esigenza si traduce anche nella riduzione dei tempi e dei costi sulla base dell’adozione di un nuovo modello organizzativo più trasparente ed efficiente di gestione degli asset e delle interazioni tra i diversi operatori e stakeholder coinvolti nel servizio di manutenzione.

Le tecnologie informatiche TIC disponibili (v. CMMS – Computerized Maintenance Management System) a supporto del Sistema Informativo di Manutenzione (SIM), sono di per sé molto performanti e consolidate, ma considerando ad es. la gestione dell’anagrafica tecnica digitalizzata degli asset oggetto di manutenzione, risulta difficile mantenerla continuamente aggiornata disponendo di informazioni validate, ovvero di dati certi sulla stessa identità degli asset, in quanto spesso, per esigenze operative di priorità di esercizio, gli operatori della manutenzione usano in genere, sostituire una apparecchiatura guasta (es.: pompa) con un’altra eventualmente di riserva, ma disponibile subito (in attesa di attivare la procedura di richiesta di fornitura di ricambi, attendere il loro arrivo, programmare le attività di manutenzione, ecc.).

Naturalmente, un tale operato, se da un lato elimina il problema del prolungato “fermo impianto”, dall’altro crea il presupposto per rendere l’anagrafica tecnica del SIM, man mano sempre meno affidabile e quindi, ne consegue che una buona parte delle funzionalità a supporto ad es. delle attività di manutenzione (ordinaria, preventiva e predittiva) del CMMS utilizzato, viene di fatto inficiata.

Inoltre, al problema dell’aggiornamento in tempo-reale dell’anagrafica tecnica, può sovrapporsi quello della “unicità” delle informazioni (caratteristiche tecniche e di configurazione degli asset, richieste di intervento, ordini di lavoro, fornitura di materiali e ricambi, verbali di fine lavori e collaudo, ecc.) scambiate tra i diversi operatori della filiera del servizio.

Nella generalità dei casi reali, la “Proprietà” degli immobili tecnico-impiantistici, ovvero l’Ente Appaltatore, possiede un proprio archivio tecnico (spesso ancora in formato cartaceo o misto) di identificazione degli asset (se non un proprio CMMS di mercato tipo Archibus, Coswin, o altri), che deve “allineato” in maniera sincrona o asincrona (operazione non sempre attuata o attuabile) con il sistema informativo utilizzato dagli Appaltatori di riferimento che si susseguono nel tempo o che operano in parallelo secondo una ripartizione in “lotti” di competenza del patrimonio tecnico-impiantistico. 

Oltre la problematica relativa alla unicità dei dati e delle informazioni e all’allineamento degli archivi digitali, gli attuali modelli organizzativi del “global service” di manutenzione e del Facility Management in generale, esistono ampi margini di miglioramento nell’ambito della gestione delle attività di interazione e transazioni tecnico-economiche tra i diversi soggetti della filiera del servizio di manutenzione (appaltatori, call center, squadre di intervento, fornitori, partners, magazzino ricambi, ecc.).

Un altro degli ambiti oggetto di miglioramento (tempo, costi, qualità) fornito dalla piattaforma MaaS di ReASSET, è quello dell’oggettivo controllo degli interventi “in loco” di manutenzione: dalla tracciabilità dell’effettivo svolgimento delle attività degli operatori, a partire dalla richiesta di lavoro (tiket), alla richiesta di materiali e ricambi (magazzino), alla verifica funzionale finale (verbale) sugli esiti dell’intervento di manutenzione.

La possibilità di eseguire il monitoraggio in tempo reale degli Asset utilizzando la tecnologia IoT integrata alla Blockchain, consente di acquisire la “storia manutentiva” di ciascun ”oggetto di manutenzione” e di poter interpretare, mediante l’utilizzo di opportuni sensori (es. temperatura, tensione, corrente, vibrazioni, rumore, ecc.) e di modelli di interpretazione diagnostica (Cognitive Analytics), lo stato di efficienza funzionale dell’oggetto e di poter programmare dinamicamente la data e la tipologia di intervento manutentivo, fornendo la possibilità agli operatori di intervenire secondo priorità, nonché di ottimizzare i tempi e i costi del servizio.